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L’acqua del lago non è mai dolce eBook PDF Kindle di Giulia Caminito







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Odore di alghe limacciose e sabbia densa, odore di piume bagnate. È un antico cratere, ora pieno d'acqua: è il lago di Bracciano, dove approda, in fuga dall'indifferenza di Roma, la famiglia di Antonia, donna fiera fino alla testardaggine che da sola si occupa di un marito disabile e di quattro figli. Antonia è onestissima, Antonia non scende a compromessi, Antonia crede nel bene comune eppure vuole insegnare alla sua unica figlia femmina a contare solo sulla propria capacità di tenere alta la testa. E Gaia impara: a non lamentarsi, a salire ogni giorno su un regionale per andare a scuola, a leggere libri, a nascondere il telefonino in una scatola da scarpe, a tuffarsi nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. Sembra che questa ragazzina piena di lentiggini chini il capo: invece quando leva lo sguardo i suoi occhi hanno una luce nerissima. Ogni moto di ragionevolezza precipita dentro di lei come in quelle notti in cui corre a fari spenti nel buio in sella a un motorino. Alla banalità insapore della vita, a un torto subito Gaia reagisce con violenza imprevedibile, con la determinazione di una divinità muta. Sono gli anni duemila, Gaia e i suoi amici crescono in un mondo dal quale le grandi battaglie politiche e civili sono lontane, vicino c'è solo il piccolo cabotaggio degli oggetti posseduti o negati, dei primi sms, le acque immobili di un'esistenza priva di orizzonti.

Dettagli del libro :


Autore : Giulia Caminito
★★★★☆ 3.8 su 5 stelle (2439 voti)
Langue : Italiano
ISBN-10 : 8830103241
Dimensione del file: 14 MB

Formati supportati : PDF, EPUB, Kindle, Audio HTML, RTF, TXT, MOBI.
Dispositivi compatibili : Android, Apple, iPad, iPhone, PC, Amazon Kindle.


La voce narrante della storia è quella della protagonista che racconta la sua vita, dall’infanzia all’età adulta, sullo sfondo delle vicende familiari, politiche (arresti anni 90’, fatti di Genova, governo Berlusconi) e anche mondiali (caduta Torri gemelle). Non rivela mai il suo nome per tutto il romanzo tranne in una lettera con cui si firma come a voler connotare ulteriormente il suo personaggio che rimarrà un’ombra di se stessa, un’idea abbozzata di vita, un essere che non spiccherà mai il volo. La sofferenza narrata dalla protagonista, infatti, è tanta ma non trasformata si tramuterà in rabbia, conformismo, impotenza, annullamento dei propri desideri ed aspirazioni. Dal suo racconto emergono altri personaggi come quello della madre e Mariano il fratello maggiore, personaggi tutt’altro che passivi, a volte in bilico fra legalità ed illegalità ma vivi. La descrizione della madre, forse troppo granitica nel suo darsi da fare per dare un futuro ai figli, costituisce una figura da cui la protagonista non saprà differenziarsi e separarsi ad esempio sfruttando al meglio l’opportunità dello studio (arriverà fino alla laurea in filosofia).La trama, l’ho trovata, più credibile all’inizio e nello svolgimento; le vicende di una famiglia con pochi mezzi funzionano come denuncia sociale poiché mettono in luce il fallimento delle istituzioni perse dietro a faldoni di burocrazia, diritti negati, promesse mancate come anche è credibile l’aver narrato il vuoto adolescenziale connotato dal consumismo, dal conformismo con tutte le sue vicende. Nella parte finale la trama, secondo me, funziona meno quando l’ambientazione delle vicende si sposta sul lago come a costituire il momento in cui l’acqua di una superficie calma, da riflettente sia la prima occasione per ‘guardarsi’. Nello specchio d’acqua è racchiuso un mistero inquietante, la sensazione di avere un doppio ma le vicende narrate, prese in prestito alla cronaca (presepe, caduta elicottero, uccisione di Federica Mangiapelo), costituiscono un dejà vu che distraggono.La scrittura è pulita e bella; metafore, similitudini e anafore diluite in modo puntuale descrivono o connotano personaggi, luoghi, ambientazioni, dialoghi e tutto ciò che non è detto. C’è ritmo, anticipazione e attesa dall’ incidente scatenante, al conflitto fino alla mancata trasformazione della protagonista. L’acqua del lago non è mai dolce eBook PDF Kindle link Scrittura impeccabile, affascinate nella sua linea asciutta e composta. Interessante il mancato distacco tra discorso diretto e indiretto garantisce una continuità particolare al dialogo e rende il discorso incalzante. Ho apprezzato l’accumulazione di frasi per esplicitare sentimenti e sensazioni spesso mediante il meccanismo retorico della sinestesia che permette di entrare maggiormente in empatia con lo stato d’animo di frequente confusione della protagonista. Per quanto concerne il contenuto mi sento di condannare l’eccesso di tragicità a mio avviso smisurato e scenico. La teatralità della morte è paragonabile ad un noir e dunque completamente fuori lungo rispetto all’intento (mi pare prefissato) dell’autrice di voler scrivere un romanzo di materia più “psicologica”. Secondo la mia modesta analisi, era opportuno omettere reiterate disgrazie e investire maggiormente in un contenuto di spessore senza dover scadere in drammi o enumerare una catastrofe dietro l’altra. L’attenzione del lettore va mantenuta con l’analisi interiore del personaggio e il libro, nel suo complesso, a mio parere, ha parzialmente fallito questo tentativo. Altro punto che intendo criticare è la descrizione della miseria economica condannabile sotto vari aspetti: l’assenza di televisore, ad esempio, è assolutamente fuori luogo e risulta molto più adatta per un’ambientazione da secondo dopoguerra ma completamente destoricizzata negli anni 2000 dove un tubo a raggi catodici lo si recuperava alla discarica cittadina senza troppa fatica, così come altri aspetti che tendono a focalizzarsi ed enfatizzare una miseria riconducibile agli anni 50 non sicuramente adatta all’epoca del romanzo; a cui si aggiunge un ripetersi di complessità per aspetti futili, un affanno dietro l’altro con conseguente ingigantimento delle difficoltà. Rivedo inoltre lo stesso importante scarto di tempo anche nell’insistere sulla piaga dell’eroina ricollegabile ad un passato parecchio più remoto rispetto all’epoca descritta. Sempre per quanto concerne l’eccessività, la constato anche nell’analisi dell’adolescenza, dove comprendo la complessità dell’età e l’enorme caos interiore ma credo che spesso questa esplosione si dissolvi bruciando nella profondità dell’anima adolescenziale per poi spegnersi lentamente con l’età adulta; dunque la reazione che porta la protagonista quasi ad uccidere una coetanea mi sembra parecchio smoderata e fuori dalle righe, soprattutto se si considera che ha compierla è una ragazza alimentata quotidianamente di cultura. Nonostante questi aspetti dubbiosi e latenti sento di dover complimentarmi con l’autrice per la descrizione del vuoto, dall’assenza di prospettive nonostante lo sforzo e l’impegno nello studio, la critica (non troppo velata) ad una società corrotta e di facciata trova la mia più grande ammirazione. “Gli ultimi saranno ultimi” messaggio forte ma purtroppo realista che svela un mondo dove l’emancipazione e la meritocrazia sono valori sfumati, perduti e alquanto lontani. Mi è piaciuto molto il sottolineare la scelta di studi filosofici della protagonista e la sua impossibilità ad accedere ad un percorso accademico, credo che sottolinei parte delle ingiustizie e dei meccanismi di privilegio che si nascondo sotto un perbenismo di facciata di buona parte del mondo a noi circostante. Consiglio la lettura per la sua capacità di creare spunti interessanti alla riflessione. Grazie per l’attenzione! 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