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Il libro della vita e della morte. A discovery of witches (Vol. 1) Online Kindle di Deborah Harkness







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Primo di una trilogia, "A discovery of witches. Il libro della vita e della morte" è ora una serie TV in onda su Sky. Quando Diana Bishop, una giovane storica studiosa di alchimia, scopre nella biblioteca Bodleiana di Oxford un antico manoscritto che vi era rimasto celato per secoli, non si rende conto di aver compiuto un gesto decisivo per la sua vita. Discendente da una stirpe di streghe, dopo la morte in circostanze misteriose di entrambi i genitori Diana aveva scelto di bandire la magia dalla propria esistenza. Ma la sua vera natura non è facile da relegare nell'ombra. Ora il potere del manoscritto è più forte di ogni sua decisione e, nonostante tutti i suoi tentativi, non riesce a metterlo da parte. Ma non è la sola a sentire con prepotenza l'attrazione per quell'antico testo, che nasconde oscure verità, incantesimi e sortilegi. Perché le streghe non sono le uniche creature ultraterrene che vivono a fianco degli umani, ci sono anche demoni, fantasiosi e distruttivi, e vampiri, eternamente giovani, e tutti sono interessati alla scoperta di Diana. Tra essi c'è Matthew Clairmont, un vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin, il cui interesse per il manoscritto viene presto superato da quello per la giovane strega. Insieme intraprenderanno il viaggio per sviscerare i segreti celati nell'antico libro. Ma l'amore che nasce tra loro, un amore proibito da leggi radicate nel tempo, minaccia di alterare il fragile equilibrio esistente tra le creature e gli umani e di scatenare un conflitto che può avere conseguenze fatali.

Dettagli del libro :


Autore : Deborah Harkness
★★★★☆ 4.6 su 5 stelle (688 voti)
Langue : Italiano
ISBN-10 : 8855446835
Dimensione del file: 18 MB

Formati supportati : PDF, EPUB, Kindle, Audio HTML, RTF, TXT, MOBI.
Dispositivi compatibili : Android, Apple, iPad, iPhone, PC, Amazon Kindle.


Approdo a Discovery Of Witches per via della serie tv, che mi ha subito conquistata. L’ambientazione sofisticata, caratteristica che si desume dal romanzo, quel paesaggio gotico-autunnale della Oxford accademica e no, la Scozia, la Francia e l’entroterra americano da front porch, ha avuto il peso maggiore, e il resto l’ha fatto la tormentata storia d’amore tra Matthew e Diana. Un vampiro millenario lui, una strega che ha volontariamente rinunciato ai propri poteri lei, in un mondo in cui <> sempre più in minoranza vivono mimetizzandosi con gli umani, e mantenendo una rigida separazione “razziale” che si nutre di pregiudizi e ostilità reciproca, con poche o nessuna eccezione. Per questi motivi posso dire che A Discovery of Witches mi è piaciuto molto, seppure con qualche riserva di cui sento il bisogno di parlare.Ma prima i lati positivi: si sente che il romanzo è stato scritto da una persona colta, che sicuramente possiede una conoscenza approfondita dell’ambito filologico e storico, e questo traspare specialmente dal lavoro di Diana, specializzata in storia della scienza e alchimia, e anche dalle conoscenze e esperienze di Matthew, che appare tanto intriso di storia da non poter che suscitare l’attrazione (professionale e non) della nostra povera strega. Anche l’ambito scientifico, e non solo quello umanistico, appare ben trattato e capace di attrarre tanto i personaggi quanto il lettore, perché l’occupazione attuale di Matthew è quella di professore di biochimica, e l’uomo (vampiro) ha installato a Oxford un vero e proprio laboratorio in cui analizza il DNA delle varie specie per arrivare a carpirne il funzionamento biologico e anche, ahimè, la destinazione ultima, poiché appare da una serie di fattori (streghe che possiedono meno potere, o, detto più specificatamente, meno marcatori genetici attinenti ai vari tipi di stregoneria, vampiri che falliscono le trasformazioni) che le creature si stanno estinguendo, e Matthew, forte delle proprie conoscenze (non da ultimo quella personale con tale Charles Darwin) vuole capire perché e se può impedirlo. Ho trovato questa trovata “scientifica” molto originale e accattivante, molto superiore a qualunque cosa sia mai stata fatta in lavori di genere simile in termine di spiegazione del comportamento vampiro. Anche il funzionamento dei poteri e della società delle streghe, in cui non mi addentrerò per ragioni di tempo, mi è parso interessante, anche se disgraziatamente privo del carisma dei corrispettivi vampireschi, e caratterizzato da un’impronta un po’ più vasta di ignoranza e bigottismo. I demoni sono invece, per loro stessa ammissione, quasi delle presenze fantasma: poco o nulla è detto dei loro poteri (apparentemente, essere super-intelligenti o super-creativi/folli basta a essere demone), indefinita la loro origine, e tutto concorre a confermarne l’auto-percezione di specie terza e marginale, sempre stretta tra le beghe dei vampiri e delle streghe. È fatto consapevolmente, e queste creature avranno giustizia nei romanzi successivi della serie? O i demoni fungono esclusivamente da bilanciere, da anomalia genetica nella creazione di streghe e/o vampiri? Chi può dirlo.Ma veniamo alla vera ragione per cui tutto questo ci interessa e i sopraccitati conflitti e questioni sospese minacceranno di esplodere: l’incontro-scontro fra Matthew e Diana, all’inizio per ragioni puramente utilitarie (Diana sembra, nel corso delle proprie ricerche, aver richiamato un manoscritto perduto da tempo, che tutte le specie cercano perché convinte che darà contezza delle origini e dei poteri di ciascuna), poi per un interesse più spiccatamente personale che sfocerà nella storia d’amore forse più allucinante nella storia delle creature, visto che la Congregazione, l’organo “di controllo” delle creature, ha da tempo proibito i legami fra specie diverse. Matthew e Diana sembrano catapultati in questo sentimento inevitabile e insopprimibile, nonostante il primo, conscio di tutte le difficoltà, abbia cercato di allontanare la strega e di dissuaderla dall’intraprendere questa strada. Comunque, quando si entra nel campo del rapporto fra i due cominciano, a mio parere, i primi, veri problemi del romanzo. Matthew è infatti un vampiro, e per quanto interessante, bello e colto, non sfugge agli staples del genere (non biologico, ma letterario): il desiderio di sangue della donna amata-desiderata lo consuma, i rimorsi per i crimini passati fanno altrettanto, e le dinamiche comportamentali dell’animale che è (si insiste molto su questo punto) hanno il loro peso nel legame che lo unisce a Diana. Ben prima di avviare una storia d’amore consensuale con lei, infatti, l’attrazione di Matthew si trasforma in un bisogno spasmodico di proteggere/comandare la donna amata che non saprei definire in altro modo che cringe, e che non so dire fino a che punto il genere soprannaturale possa giustificare. Matthew è lunatico, possessivo, geloso, invadente, e per quanto il personaggio di Diana si sforzi di svincolarsi dall’archetipo della damsel in distress, alla fine è questo che, a causa di Matthew e, in misura minore, di se stessa, finisce per diventare: una strega che rifiuta i suoi poteri ed è dunque inerme nelle mani dei nemici (la Congregazione), finendo per coinvolgere nella propria protezione anche l’ignara famiglia di Matthew, che si presta a questa infrazione potenzialmente mortale in nome dell’obbedienza dovuta a Matthew in quanto capofamiglia (ma non era Baldwin, il figlio maggiore? Mah). Tutti questi aspetti, se presenti anche nella serie tv, nel romanzo appaiono esasperati, e più vicini al gusto del pubblico che ha apprezzato Twilight e consimili (ebbene sì, mi duole dire che anche Matthew ha guardato Diana dormire pochi giorni dopo averla conosciuta, introducendosi a casa sua, e rivelandoglielo molto più avanti nel libro), mentre nell’adattamento televisivo si ha la felice impressione che ci si stia rivolgendo ad un pubblico un po’ più adulto, a cui non è facile dare a bere certe cose. Anche Matthew è meno lunatico, e, per quanto possieda una certa dose di ferocia, non arriva alla crudeltà e all’egotismo del libro.Nulla di particolare da eccepire su Diana, che è piacevolmente innamorata del suo lavoro e fa innamorare anche noi dei manoscritti alchemici che consulta, ma anche lei si trova calata nei panni di un personaggio che incarna il peggior difetto del suo genere: poteri da inesistenti a inverosimili, strabilianti e senza precedenti, omnicomprensivi e incontrollabili (fa un po’ sorridere la scena del colloquio tra lei, le zie, e Matthew, quando la sua comprensibile irritazione per non essere stata messa a parte dei segreti della sua famiglia sfocia in una a stento contenuta esplosione magica in direzione delle povere zie spaventate, che fino a quel giorno non erano nemmeno riuscite a farle accendere uno stoppino), che, mi dispiace dirlo, non riescono a essere giustificati né dalle circostanze né dalla spiegazione scientifica che Matthew e compagni ne abbozzano. Per di più si passa tutto il libro, oltre un certo punto in poi, a insistere su come Diana dovrebbe imparare a controllarli, ma questa cosa non avviene mai, nemmeno durante l’infelicissima sequenza della finta caccia architettata da Matthew, in cui Diana scaglia onde energetiche come se lo facesse ogni mattina a colazione.Questo ci porta a un altro grave difetto del romanzo, ovvero la sua costruzione. Di 700 pagine, le prime 400 sono di costruzione della storia d’amore, e coprono grossomodo l’arco spazio-temporale di Diana a Oxford e poi in Francia a casa di Matthew, e i due che infine partono per raggiungere le zie di lei nella contea di New York, nella consueta, fugace speranza che Diana impari a controllare i propri mirabolanti poteri fra i suoi simili. Nonostante i difetti di Matthew, questa parte è grossomodo gradevole, ma da pagina 400 a 600 circa si assiste a una noia mortale e imperitura, in cui non posso dire che sia successo qualcosa di significativo, fatta eccezione per l’arrivo in America di Marcus e Miriam, collaboratori di Matthew, che, forti della loro professionalità scientifica, scaricano su Matthew, Diana e sui lettori una vagonata di informazioni che all’improvviso sembrano risolvere tutti gli interrogativi del romanzo più porne altri di inimmaginabili e enormi, e tutto questo in una manciata di pagine. Totalmente inverosimile e mal costruito. (ATTENZIONE, da qui in avanti SPOILER del romanzo e della seconda serie). Il fatto che Diana e Matthew possano concepire figli “ibridi” viene buttato lì ben prima del termine del primo libro e messo in piedi non come possibilità remota, bensì come certezza, fatta salva l’eventuale capacità di Diana di portare avanti una gravidanza di questo tipo (quasi certa, per via del suo essere una chimera genetica, la diagnosi ormai più in voga nei media da un decennio a questa parte, ormai un consunto espediente narrativo, e aver assorbito in utero i poteri e i tessuti del proprio gemello, ecco spiegata tutta l’impossibile congerie di poteri da lei posseduti, che evidentemente bastavano per due streghe!!). Tutto questo in un punto in cui Matthew non si è ancora concesso a Diana (è il caso di metterla in questi termini), contribuendo così ad aumentare il grottesco della narrativa – per buona misura, comunque, Matthew prescrive la pillola a Diana, e si annota quando ha il ciclo, ché non si sa mai. Nella serie, invece, la gravidanza di Diana è inaspettata e inspiegabile, e avviene quando né Matthew né nessun altro ha i mezzi per spiegarla scientificamente, visto che i due si trovano nel passato. (fine SPOILER)Ma non alzatevi dalla sedia, non finisce qui con le sorprese: compaiono in questa sezione, così, di sfuggita, tali Juliette Durand, vampira, e Nathaniel e Sophie Wilson, demone e demone-nata-da-streghe-incinta-di-una-strega. La prima dura due pagine, il tempo di dilaniare Matthew e di farsi incenerire da Diana, mentre i secondi convengono in America col pretesto credibile che Sophie ha avuto delle visioni a proposito di Diana e deve consegnarle un particolare oggetto magico. Su Juliette non ho bisogno di fare commenti, a parte che un villan così meritava di più, lo meritavano la sua backstory e il legame con Matthew e col vampiro suo creatore, Gerberto, nientemeno che un ex-papa vampiro (!), comparso per la bellezza di 1,5 pagine, mentre sui demoni, beh, rimangono un po’ in sordina, sebbene la convivenza tra specie nella casa delle povere zie di Diana risulti a suo modo simpatica e bella da leggere, un sollievo , quasi, dopo i non-avvenimenti e le rivelazioni a raffica delle pagine precedenti.Tutto ciò mi porta alla mia sofferta conclusione: perché A Discovery of Witches è un libro costruito così male? Perché la serie è stata tanto più brava a dilazionare avvenimenti, introdurre e approfondire personaggi e dinamiche al momento e nei momenti giusti? È questo per me ad essere senza precedenti, più che i poteri di Diana: un film che è meglio del suo corrispettivo libresco, in tutti i sensi. Sospetto che l’origine di tutti i mali (ma potrei sbagliarmi) risieda nella focalizzazione scelta dall’autrice: gli unici POV che compaiono sono quelli di Matthew e Diana, ma in maniera assolutamente non duale, perché Diana narra (in prima persona) la maggior parte delle vicende del libro e Matthew fa delle chiose in terza qualche volta, ogni cento pagine o più. Nella serie, invece, anche ai cattivi della Congregazione è dato ampio spazio di esprimersi, con scene che ne evidenziano le motivazioni e la caratterizzazione, cosa che non avviene nel libro, che appare incentrato sui “buoni”, coi villain che agiscono da diversivo narrativo ogni tanto, quando le esitazioni sessuali di Matthew diventano troppo noiose per starle ad ascoltare.E ancora, qual è esattamente il target di Adow? È un libro per adulti, come farebbero pensare le frasi in latino, le accurate descrizioni storiche e alchemiche, o meglio, uno young adult, come farebbero pensare le scenate di Edward/Matthew, che non brilluccica ma uccide una collega di Diana solo perché ha osato farle gne gne gne? Questa domanda sembra non avere risposta, e la serie pare ancora una volta risolvere le cose a modo suo, ovvero dando maggior spazio alla componente sofisticata ed elegante, e meno alle caratteristiche melo-adolescenziali che vengono appiccicate ai personaggi.Per concludere, ribadisco di aver letto un bel libro, e non è per pignoleria che ho stilato questa improbabile lista di difetti. Quello che mi ha lasciata con l’amaro in bocca è stata l’aspettativa – disattesa – di leggere non un fac-simile del prototipo vampiro-umana/altro essere con cui gli è proibito avere una relazione, ma un prodotto originale e più adulto, e la cattiva costruzione di un romanzo che sarebbe potuto durare molto di meno, oppure avrebbe potuto beneficiare di un lavoro di editing meglio svolto. Leggerò sicuramente il secondo e il terzo, curiosa di vedere se la diversa ambientazione (garantita almeno per il secondo) ha permesso all’autrice e al suo team di superare certe spiacevoli grossolanità. Il libro della vita e della morte. A discovery of witches (Vol. 1) Online Kindle lire epub Ottimo romanzo ,puntuale ricostruzione storica,mai noioso nonostante la grande mole di pagine, tutte ciliege da mangiare una dopo l'altra.w la Harkness. PDF Il libro della vita e della morte. A discovery of witches (Vol. 1) pdf epub TEMPO DI LETTURA: 5 giorniPERCHÉ: incuriosita dalla serie TV Sky "A discovery of witches"Libro letto tutto d'un fiato. Storia appassionante e ricca di colpi di scena.Per chi si appresti alla lettura dopo aver visto la serie tv: non rimarrete delusi, anzi. I due formati procedono di pari passo e, personalmente, non ho avvertito troppe discrepanze nella trasposizione cinematografica. Ovviamente sostengo la versione cartacea (o nel mio caso e-Book), paradossalmente più dinamica e scorrevole.Personaggi ben costruiti: di ciascuno viene narrata la storia, spiegato il carattere e le connotazioni fisiche. Descritti con cura, senza sconfinare nel pesante. Ancora meglio sono raccontati i luoghi: si percepiscono i profumi, i colori e le sensazioni, quasi come fossimo anche noi parte della storia.Inevitabile è il confronto con la saga Twilight, che, già qualche anno prima la pubblicazione del romanzo in questione, aveva reinventato la favola tradizionale. I protagonisti de "Il libro della Vita e della Morte" hanno caratteristiche ormai sdoganate, ma presentano nuove sfaccettature. Nessuna novità eclatante, dunque: lui fichissimo, studioso dal passato torbido, lei donna/strega indipendente ma piena di paure, fragile in apparenza, super determinata nell'inseguire i dettami del proprio cuore.Amore proibito (motivazioni differenti rispetto al caso Bella-Edward), patti e nemici antichi, segreti e un passato doloroso che ha lasciato tracce importanti. Ma è una storia infinita: si direbbe che i libri che compongono All Souls siano tre capitoli di un unico lunghissimo racconto. Inevitabile l'acquisto del seguito perché nessuna questione è davvero chiusa. Ciò che tiene incollati alle pagine, oltre alla curiosità circa il contenuto del manoscritto e del suo legame con la vita di Diana (passaggi un pochino prolissi, soprattutto quando si parla del rapporto conflittuale della strega con i suoi poteri) è la tensione nella coppia: ci si aspetta da un momento all'altro fuoco e fiamme, ma la storia si sviluppa in scintille.Lo consiglio a: chi ha visto la serie tv, chi ama il fantasy ma anche la storia, chi sta cercando una lettura coinvolgente da cui non riuscire a staccarsi, chi sogna l'incontro che cambia la vita in una biblioteca, chi ama le descrizioni tanto dettagliate da sentirle sulla propria pelle, chi è pronto ad affrontare l'intera trilogia in un boccone (non potrete farne a meno).Buona lettura! ePUB Il libro della vita e della morte. A discovery of witches (Vol. 1) epub Scarica PDF Il libro della vita e della morte. A discovery of witches (Vol. 1) gratuito

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